MICROPLASTICHE NEGLI OCEANI

Microplastiche rilasciate dai capi sintetici negli oceani

Un gruppo di scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli ha approfondito lo studio dell'inquinamento da microplastiche causato dal lavaggio di fibre sintetiche.

LO STUDIO

Nel corso dello studio sono state eseguite diverse prove di lavaggio adoperando lavatrici domestiche al fine di ottenere dati affidabili sul rilascio di microplastiche, identificando inoltre possibili influenze generate dalle caratteristiche dei diversi tipi di tessuto stesso.

I risultati mostrano che le microfibre rilasciate durante il lavaggio variano da 124 a 308 mg/kg di tessuto lavato, con dimensioni che possono facilmente oltrepassare gli impianti di trattamento delle acque reflue. La variabilità delle dimensioni di microplastiche generate dipende anche dal tipo di composizione degli abiti, evidenziando la necessità di agire direttamente sulla struttura del tessuto con trattamenti di superficie e/o in fase di progettazione.

É stato recentemente stimato che i vestiti sintetici contribuiscono con una percentuale del 35%, al rilascio globale di microplastiche primarie negli oceani. L'impatto reale che quest’ultime causano rimane ancora in gran parte sconosciuto.

COSA FARE?

Ad oggi non esistono metodi generalmente riconosciuti e testati riguardanti l’identificazione e determinazione di questi frammenti, in quanto l’enorme varietà di materie plastiche esistenti e la complessità delle matrici da testare rende intrinsecamente difficile sia l’analisi qualitativa che quantitativa delle microplastiche.

Grazie alla pluriennale esperienza dei laboratori di EcamRicert-ECSIN in materia, è stato possibile sviluppare e validare metodi specifici applicabili a varie matrici, tra cui detergenti, cosmetici, acqua potabile, latte, bevande, sali minerali, prodotti ittici e matrici ambientali (es. acque di scarico, terreni, fanghi).

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LE IDEE DELL’IC “G. CISCATO” PREMIATE ALLA FIRST® LEGO® LEAGUE_CITY SHAPER

La giovane squadra ha presentato altri elaborati alla manifestazione di Rovereto

 

Sabato 8 febbraio 2020, la squadra EquALLity della 3B dell’IC G.Ciscato ha vinto il premio per il Progetto Scientifico “Oltre la robotica” alla “FIRST® LEGO® League +_CityShaper” di Rovereto, classificandosi per il Premio Nazionale che verrà assegnato a Roma in maggio.

La FIRST LEGO League è una sfida mondiale per qualificazioni successive di scienza e robotica, dove ragazzi dai 9 ai 16 anni vengono incoraggiati a pensare come scienziati-ingegneri. La manifestazione richiede di effettuare una ricerca con tutti i criteri caratteristici del protocollo scientifico su una problematica attuale, stimolando la capacità di lavorare in gruppo e il rispetto per gli altri partecipanti.

Quest’anno il tema proposto era la trasformazione delle città (nome della manifestazione è infatti “City Shaper”), per cui le quattro squadre dell’IC “G.Ciscato” hanno lavorato sui problemi legati alla città di Malo, facendo alcune proposte innovative per renderla più sostenibile e accessibile. I quattro progetti sono stati presentati anche al Comune di Malo che ha valutato la fattibilità delle proposte, complimentandosi e ringraziando i ragazzi per il bel lavoro svolto in questo lungo percorso che li ha visti diventare cittadini attivi.

Si va dal progetto di riqualificazione energetica della scuola del TEAM Bio-World, all’idea per una nuova piazza-parco accessibile anche a chi ha una disabilità della squadra EcoLeague, ad una serie di soluzioni integrate che possano promuovere una mobilità sostenibile del gruppo #Mobilitiamoci, fino ad un innovativo eco-quartiere caratterizzato da una casa per la comunità e abitazioni progettate tutte secondo i principi dell’Universal Design della premiata EquALLity. Ad aiutarli nello sviluppo delle loro idee in questo percorso, oltre alla Prof.ssa Giulia Andreotti (coordinatrice del progetto), professori, genitori, aziende del territorio e professionisti del settore, che hanno portando la loro preziosa esperienza.

Durante la manifestazione a Rovereto le quattro squadre hanno dovuto cimentarsi in tre sessioni da 2,5 minuti della gara di robotica e sottoporsi al giudizio di tre diverse giurie (Progetto Scientifico, Progetto Tecnico del robot e Core Values), ricevendo i complimenti per le loro idee e le competenze dimostrate. E’ stata una giornata di grande coinvolgimento professionale ed emotivo, conclusasi in modo festoso per tutti i partecipanti e i loro accompagnatori.

Clicca qui per vedere l'articolo uscito sul Giornale di Vicenza in data 18\02\2020.


LA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI IN AZIENDA IN ATTESA DEL NUOVO SISTEMA NAZIONALE DI TRACCIABILITÀ

Ecamricert organizza il seminario

La corretta gestione dei rifiuti in azienda in attesa del nuovo sistema nazionale di tracciabilità

 

L’incontro si terrà martedì 10 Marzo 2020 dalle ore 09.00 alle ore 12.30 nella Sala Formazione EcamRicert presso la sede di Viale del Lavoro n°12 a Monte di Malo, Vicenza.

In attesa che venga istituito il nuovo REGISTRO ELETTRONICO NAZIONALE con analoghe funzioni del SISTRI e vengano pubblicati i decreti attuativi che definiranno la tenuta dei registri e dei formulari in formato digitale, il corso si prefigge il compito di richiamare le attuali regole per una corretta gestione dei rifiuti in azienda così che possano essere comprese e applicate al meglio le future modifiche normative.

Per chi fosse interessato a partecipare all’evento dovrà comunicare la propria adesione attraverso la compilazione della seguente SCHEDA DI ADESIONE


MICROPLASTICHE NEL LATTE

Il latte è esente dalla contaminazione da microplastiche?

Un gruppo di ricerca dellInstituto Politécnico Nacional (IPN, Messico) ha raccolto e analizzato 23 campioni provenienti da 5 brand internazionali e 3 brand nazionali per verificare la presenza di microplastiche nel latte.

Il latte viene generalmente testato per la presenza di contaminanti quali allergeni e patogeni, mentre l'impatto relativo alla contaminazione da microplastiche derivato da attività legate al processo produttivo - dalle aziende agricole all'industria casearia – è in gran parte sconosciuto.

LO STUDIO

Lo studio dimostra che i livelli di contaminazione da microplastiche risultano essere un effetto diretto dei processi industriali. I risultati hanno appurato che il rilascio di microplastiche secondarie sono una fonte significativa di rifiuti plastici nel latte.

Il RASFF Portal della Commissione Europea e il sito web dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare hanno segnalato la presenza di contaminazione da microplastiche in diversi prodotti alimentari.

COSA FARE?

Ad oggi non esistono metodi generalmente riconosciuti e testati in merito all’identificazione e determinazione di questi frammenti, in quanto l’enorme varietà di materie plastiche esistenti e la complessità delle matrici da testare, rende intrinsecamente difficile sia l’analisi qualitativa che quantitativa delle microplastiche.

Grazie alla pluriennale esperienza dei laboratori di EcamRicert-ECSIN in materia, è stato possibile sviluppare e validare metodi specifici applicabili a molte matrici, tra cui detergenti, cosmetici, acqua potabile, latte, bevande, sali minerali, prodotti ittici e matrici ambientali (es. acque di scarico, terreni, fanghi).

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REACH: AGGIORNATO L'ELENCO DELLE SOSTANZE SVHC

Nuove sostanze SVCH nella Candidate List

L’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA) in data 16 gennaio 2020 ha aggiunto 4 nuove sostanze SVHC all’interno della Candidate List, l’elenco delle sostanze ritenute estremamente preoccupanti per gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente. Lo scopo del Regolamento REACH è infatti quello di assicurare un elevato livello di protezione della salute nell’ambito dell’utilizzo delle sostanze chimiche nel contesto comunitario anche con la graduale sostituzione ove possibile dei composti più pericolosi con altri di minor impatto.

Le 4 nuove sostanze inserite in Candidate List sono:

  • Diisohexyl phthalate EC 276-090-2, CAS 71850-09-4: Toxic for reproduction, Article 57 (c)
  • 2-benzyl-2-dimethylamino-4′-morpholinobutyrophenone EC 404-360-3, CAS 119313-12-1: Toxic for reproduction, Article 57 (c)
  • 2-methyl-1-(4-methylthiophenyl)-2-morpholinopropan-1-one EC 400-600-6, CAS 71868-10-5, Toxic for reproduction, Article 57 (c)
  • Perfluorobutane sulfonic acid (PFBS) and its salts, Equivalent level of concern having probable serious effects to the environment (Article 57(f) – environment) – Equivalent level of concern having probable serious effects to human health Article 57(f) – human health.

La sostanza “Diisohexyl phthalate”, “2-benzyl-2-dimethylamino-4'-morpholinobutyrophenone” e “2-methyl-1-(4-methylthiophenyl)-2-morpholinopropan-1-one” sono utilizzate soprattutto nella produzione di polimeri.

La sostanza “Perfluorobutane sulfonic acid (PFBS) and its salts” ha un possibile utilizzo in processi chimici di sintesi di altre sostanze chimiche.

Gli importatori o produttori di articoli dovranno pertanto verificare ove necessario il contenuto anche di tali nuove sostanze nei loro materiali e qualora presenti in concentrazioni >0,1% scatterà l’obbligo di comunicazione all’utilizzatore in conformità dell’art. 33 del Regolamento REACH ed eventuale notifica ai sensi dell’art. 7.

EcamRicert Srl attraverso l’esperienza e la professionalità dei propri tecnici fornisce il supporto necessario per la definizione delle strategie e l’esecuzione delle analisi al fine di verificare la conformità degli articoli alle disposizioni del Regolamento in funzione delle diverse tipologie di materiali.


MICROPLASTICHE PRESENTI NEI COSMETICI

Microplastiche aggiunte intenzionalmente nei cosmetici

Le microplastiche sono tipicamente utilizzate per aggiungere proprietà esfolianti ai prodotti di bellezza. Si possono spesso trovare nei peeling e in altri prodotti esfolianti come i gel da bagno perché aiutano a rimuovere le cellule secche e morte della pelle e liberano i pori. Le microplastiche possono anche essere comunemente trovate nei dentifrici.

La stima del rilascio globale di microplastiche primarie nell'oceano ammonta a 15 milioni di tonnellate all'anno. Le microplastiche rilasciate da prodotti cosmetici contribuiscano solo per il 2%.

LA NORMATIVA
Il 20 marzo 2019 l’ECHA ha avviato una consultazione pubblica della durata di sei mesi sulla nuova proposta di restrizione all’immissione sul mercato o all’uso di particelle di microplastica aggiunte intenzionalmente nei prodotti/processi, con il proposito di ridurne la quantità rilasciata nell'ambiente di circa 400 mila tonnellate in 20 anni (https://echa.europa.eu/it/hot-topics/microplastics).

Sebbene l'industria cosmetica abbia una bassa incidenza rispetto ad altre fonti, la restrizione significherebbe vietare 16 ingredienti microplastici comunemente utilizzati nei prodotti leave-on e rinse-off, corrispondenti a circa 24.172 formulazioni (Cosmetics Europe document).

COSA FARE?
Ad oggi non esistono metodi generalmente riconosciuti e testati riguardanti l’identificazione e determinazione di questi frammenti, in quanto l’enorme varietà di materie plastiche esistenti e la complessità delle matrici da testare rende intrinsecamente difficile sia l’analisi qualitativa che quantitativa delle microplastiche.

Grazie alla pluriennale esperienza dei laboratori di EcamRicert-ECSIN in materia, è stato possibile sviluppare e validare metodi specifici applicabili a varie matrici, tra cui detergenti, cosmetici, acqua potabile, latte, bevande, sali minerali, prodotti ittici e matrici ambientali (es. acque di scarico, terreni, fanghi).

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RIFIUTI: QUALI NOVITÀ RISERVERÀ IL 2020?

Speciale Rifiuti

L’anno 2019 era cominciato con la notizia, da molti attesa da tempo, della definitiva abrogazione del SISTRI. Con l’art.6 del D.L. semplificazioni veniva infatti definitivamente soppresso il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e l’obbligo del versamento dei relativi contributi annuali. Se da un lato il decreto semplificazioni ha reso reale quanto molte aziende attendevano da tempo dall’altro con l’approvazione definitiva della legge di conversione del medesimo il Ministero dell’Ambiente ha istituito un nuovo sistema di tracciabilità che prenderà il nome di REGISTRO ELETTRONICO NAZIONALE e verrà gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Tale registro per essere operativo necessita di un decreto di futura emanazione all’interno del quale verranno fornite le indicazioni in merito ai tempi e alle modalità di registrazione.

Oltre che il Registro Elettronico con l’introduzione dell’art. 194 bis nel Testo Unico Ambientale è prevista in un prossimo futuro la tenuta e la compilazione del registro di carico e scarico e del formulario in “formato digitale”. Anche in questo caso la predisposizione in formato digitale degli adempimenti relativi ai registri e ai formulari digitali è rimandata ad un decreto di futura emanazione.

Ma quando allora potranno entrare in vigore il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti e la tenuta/compilazione dei documenti in formato digitale?

La direttiva europea n.851/2018 in materia di rifiuti prevede all’art. 35 in capo ai produttori di rifiuti pericolosi e ai gestori l’obbligo di mettere a disposizione delle autorità di controllo i dati relativi alla gestione dei rifiuti attraverso “registri elettronici”. Tale direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri della Comunità Europea entro il 5 luglio 2020. Ecco pertanto che tale data potrebbe rappresentare a livello nazionale il termine entro il quale il Ministero dell’Ambiente istituirà la tenuta digitale dei registri e dei formulari nonché l’operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti.


ECAMRICERT, UN MASTER AZIENDALE PER PREPARARSI AL FUTURO

EcamRicert, un master aziendale per prepararsi al futuro

Un master aziendale della durata di due anni, nato dalla scelta di costruire un programma dedicato, ad hoc e incentrato sul confronto reciproco, non solo all’interno dell’azienda, ma anche con diverse realtà nel territorio: EcamRicert ha aderito alla nuova proposta targata Niuko Innovation & Knowledge.

L’iniziativa creata ad hoc ha coinvolto il management dell’azienda in un momento cruciale per la sua crescita, segnato dall’acquisizione di EcamRicert da parte della multinazionale francese Mérieux Nutrisciences.

Il nostro laboratorio opera da più di 35 anni nel settore delle analisi di laboratorio: 10mila i campioni analizzati ogni anno nei laboratori. Puntiamo a raggiungere i nostri traguardi investendo sulle persone, preparandole ad affrontare al meglio le sfide di un mercato sempre più globale. La nostra azienda ha definito con Niuko un percorso per sviluppare sia competenze valide da sfruttare nell’attività lavorativa quotidiana sia approcci innovativi riguardanti temi del futuro con particolare focus sul funzionamento della blockchain.

La formazione ha coinvolto i quattro responsabili di dipartimento, permettendo loro di acquisire competenze ad elevato valore aggiunto da trasferire a tutta l’impresa, che conta un team di circa 60 persone. L’iniziativa ha registrato un successo tale da decidere di estendere il percorso del master a una seconda edizione.

Preziosi i momenti di confronto e ispirazione reciproca. In programma nei prossimi mesi anche momenti di scambio con realtà innovative del territorio, attraverso visiting tour e testimonianze ospitate in azienda.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visualizzare il Video


MICROPLASTICHE PRESENTI NEL SUOLO

Microplastiche in ambiente: minaccia emergente per la biodiversità e il funzionamento dell'ecosistema?

Un gruppo di scienziati presso l’Anglia Ruskin University (UK) ha svolto alcune ricerche per documentare come le microplastiche possono rendere i suoli significativamente meno fertili.

LO STUDIO

Il gruppo di ricerca ha eseguito lo studio introducendo diversi tipi di microplastiche – PLA, HDPE e microplastiche derivate da fibre sintetiche di abbigliamento – in un terreno contenente come bioindicatore la specie di lombrico Aporrectodea rosea, piantato con Lolium perenne (erba perenne) per valutare la risposta biofisica del suolo.

Questo studio ha confermato come le microplastiche derivate da HDPE, PLA e fibre sintetiche possono influenzare lo crescita della pianta L. perenne, la salute del lombrico A. rosea e le proprietà fondamentali del terreno, come ad esempio il pH, con potenziali ulteriori impatti sul funzionamento stesso dell'ecosistema del suolo.

Gli ecosistemi del suolo, in particolare i terreni agricoli, sono stati riconosciuti come un importante serbatoio di microplastiche, ma gli impatti delle microplastiche sugli ecosistemi del suolo (ad esempio, sopra e sotto terra) rimangono in gran parte sconosciuti.

COSA FARE?

Ad oggi non esistono metodi generalmente riconosciuti e testati riguardanti l’identificazione e determinazione di questi frammenti, in quanto l’enorme varietà di materie plastiche esistenti e la complessità delle matrici da testare rende intrinsecamente difficile sia l’analisi qualitativa che quantitativa delle microplastiche.

Grazie alla pluriennale esperienza dei laboratori di EcamRicert-ECSIN in materia, è stato possibile sviluppare e validare metodi specifici applicabili a varie matrici, tra cui detergenti, cosmetici, acqua potabile, latte, bevande, sali minerali, prodotti ittici e matrici ambientali (es. acque di scarico, terreni, fanghi).

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ECAMRICERT TRA I PARTNER SCELTI PER LO SVILUPPO DI PCR

EcamRicert tra i partner scelti per lo sviluppo di PCR

EcamRicert è lieta di comunicare che è tra i partner scelti per lo sviluppo delle seguenti PCR (product category rules): 

  1. Isolatori
  2. Contatori
  3. Interruttori

Le PCR sono state proposte da ENEL Spa nel programma EPDItaly e verranno adottate per future pubblicazioni delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto EPD di tali prodotti.

Data prevista pubblicazione EPDItaly: 16/03/2020

Per maggiori informazioni clicca qui